Sono le 10:47 di un mercoledì. Stai presentando il trimestrale a sei colleghi in Teams, il tuo volto si freeza proprio quando stai per dire il numero che hai passato la notte a controllare, e quando torni online senti la voce del tuo capo che dice: “scusa, ti stavamo perdendo, puoi ripetere?”.
Ecco. Tu hai la fibra da 1 Gigabit. Pagata 29,90 al mese. Promessa in pompa magna nello spot televisivo.
E non basta.
Se lavori da casa in modo serio — non quattro email e una call il lunedì, ma otto ore di Teams, file grossi su SharePoint, VPN aziendale aperta tutto il giorno — la fibra giusta non è quella con il numero più grande stampato in homepage. È qualcos’altro. Te lo spiego come lo spiegherei a un amico davanti a un caffè.
Il download è il trucco di magia. L’upload è la verità.
Il gigabit di download ti serve un paio di volte l’anno, quando installi un gioco sul PC o scarichi un film in 4K. Per il resto della giornata, da casa, tu generi traffico. Mandi email con allegati, condividi lo schermo in videocall, carichi file su Drive, fai il push di codice su GitHub, streammi la tua webcam in Zoom.
Tutto questo è upload.
E sai qual è il segreto sporco delle offerte consumer? L’upload è molto più basso del download. Una FTTH “1 Giga” tipica in Italia ha un upload da 100 o 300 Mbps, non 1 Giga. Se hai la sfortuna di essere su una FTTC (fibra fino all’armadio, rame in casa), l’upload può scendere sotto i 20 Mbps. Fai due conti: una videocall in HD pesa 2-3 Mbps per partecipante, più lo share dello schermo, più il backup continuo di OneDrive che gira in background, più il tuo partner che fa la sua videocall nella stanza accanto. Salti in coda velocemente.
Il primo controllo che devi fare quando scegli una fibra per smart working è guardare il numero dell’upload. Punto.
La fibra simmetrica: quando vale la pena
La fibra simmetrica è quella dove download e upload sono uguali: 1 Giga giù, 1 Giga su. Oppure 300 e 300. Ce l’hanno le offerte business di quasi tutti gli operatori, e alcune consumer di fascia alta.
Costa di più delle normali? Sì, tra 5 e 15 euro in più al mese a seconda del pacchetto. Ne vale la pena?
Dipende da cosa fai. Se carichi grossi file tutto il giorno (video, grafica, dati), la simmetria è un affare. Se fai principalmente videocall e qualche condivisione schermo, ti basta una FTTH “classica” con upload da 300 Mbps, che è già ottimo e costa la metà di una simmetrica.
Il modo onesto di decidere: fai un test della settimana. Apri il task manager della scheda di rete del tuo PC e guarda i picchi di upload durante una giornata di lavoro tipica. Se stai costantemente sopra i 100 Mbps in upload, la simmetrica ti cambia la vita. Se non superi mai i 50, la FTTH standard è più che sufficiente.
Ping, jitter, e il motivo per cui Teams ti fa dannare
Download e upload sono due numeri. Ma ce ne sono altri due che nessuno ti pubblicizza, e sono quelli che decidono davvero se le tue videocall sono buone.
Il primo è il ping. Quanto ci mette il pacchetto a fare andata e ritorno. Sulla fibra FTTH italiana, un ping normale è tra 5 e 15 millisecondi. Sotto i 10 è eccellente. Sopra i 30 inizia a essere fastidioso in call. Se fai anche gaming, serve il più basso possibile, ma per il lavoro puro bastano numeri decenti.
Il secondo è il jitter. Questo è il nemico silenzioso. Il jitter è la variazione del ping: una linea che oscilla tra 10 e 80 ms di latenza fa fare agli algoritmi di Teams e Zoom il balletto delle sette veline, con audio che va e viene, video che si impasta. Un jitter sopra i 20 ms è un problema. Sotto i 5 non te ne accorgi.
Ping e jitter dipendono dalla qualità della rete dell’operatore, non dal pacchetto che hai sottoscritto. Non esiste il “pacchetto premium con ping basso”. Esistono operatori con infrastruttura più seria e operatori con infrastruttura più affollata. Purtroppo te ne accorgi solo dopo aver attivato.
Un proxy semplice: se la fibra del tuo vicino con lo stesso operatore a 200 metri da te ha un ping di 6 ms su speedtest.net, anche la tua lo avrà. Chiedi. Fai network. Chi ha smart working serio in palazzo lo sa.
VPN aziendale: il dettaglio che spacca tutto
Usi una VPN aziendale? Cisco AnyConnect, Fortinet, Pulse Secure, Zscaler, una qualunque?
Allora devi sapere due cose.
Uno: la VPN taglia sempre la velocità. Un 30-40% in meno è la norma. Se la tua fibra consumer viaggia a 100 Mbps in upload, dentro la VPN aziendale ti trovi a lavorare con 60-70 Mbps. Devi tenerlo in conto quando scegli il pacchetto.
Due: alcuni operatori consumer fanno QoS aggressivo sul traffico VPN, tradotto: lo rallentano di proposito nei momenti di congestione. È uno dei motivi per cui alle 21 (picco serale) la VPN aziendale sembra muoversi nel fango. Sulle offerte business questo non succede, o succede molto meno.
Se la VPN è lo strumento che ti paga lo stipendio, considera seriamente un’offerta business, anche se consuma un po’ di budget in più. Parlo di 35-45 euro al mese invece di 29,90. La differenza la recuperi la prima volta che non devi andare in ufficio per un problema di connessione.
IP statico: ti serve davvero?
È una domanda che mi fanno in tanti. Risposta onesta: quasi mai.
L’IP statico serve se devi esporre un servizio dalla tua rete verso internet (server, NAS raggiungibile dall’esterno, telecamere). Oppure se la VPN aziendale è configurata in whitelist solo su certi IP — ma in 10 anni non l’ho mai vista configurata così, quasi sempre usano autenticazione utente, non IP.
Se il tuo lavoro è fatto di videocall, VPN classica, e servizi cloud (Microsoft 365, Google Workspace), l’IP dinamico è più che sufficiente. Non pagare 10 euro in più al mese per una feature che non userai mai.
Assistenza clienti: la differenza che ti accorgi solo quando si rompe
Parliamone chiaro: quando la tua fibra cade alle 9:15 mentre stai per iniziare il daily stand-up, non vuoi aspettare quarantacinque minuti al centralino e un appuntamento tecnico “tra 3-5 giorni lavorativi”.
Le offerte business hanno SLA di assistenza più alti: chiamata risposta in pochi minuti, intervento spesso entro 24-48 ore con penale contrattuale se l’operatore sfora. Le offerte consumer non hanno SLA: ti danno “massimo impegno”. Sai come suona quello in pratica.
Se lavori in solitaria e un giorno offline non ti uccide, la consumer va bene. Se hai clienti che ti chiamano, call da rispettare, responsabilità di team — metti in budget la business. I 100-120 euro in più all’anno sono un’assicurazione professionale, non una spesa.
E quindi, quale fibra prendo?
Ecco il filtro rapido che uso quando un amico mi chiede.
Smart working leggero, 1-2 call al giorno, nessuna VPN pesante: FTTH consumer standard va benissimo. Aruba Fibra, Iliad, Tiscali, WindTre Super Fibra. Controlla solo che l’upload sia almeno 200 Mbps.
Smart working serio, 6-8 ore di Teams, VPN aziendale, carichi file grossi: FTTH consumer di fascia alta con upload almeno 300 Mbps. TIM Premium, Fastweb Casa, Sky WiFi. Considera la simmetrica se trovi un buon prezzo.
Smart working pesante, servizi esposti, esigenze business: offerta business dedicata. Costa di più, ma hai SLA, priorità, e in molti casi IP statico incluso. TIM Business, Fastweb Business, Vodafone Business Connect.
In tutti e tre i casi, la prima mossa intelligente è verificare la copertura del tuo indirizzo e vedere quali operatori hanno la FTTH vera a casa tua. Perché puoi scegliere il pacchetto più bello del mondo, ma se al tuo civico arriva solo la FTTC, la festa finisce lì.
